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+++ Contratti: Gas-acqua. Sindacati, preoccupati, convocano Comitato di negoziazione
9 ottobre 2001- "Nessuna giustificazione può essere più concessa a tre anni dalla scadenza dei contratti". Ne sono convinti i sindacati del settore gas-acqua Fnle e Filcea per la Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil che hanno lanciato l'allarme per la preoc

9 ottobre 2001- "Nessuna giustificazione può essere più concessa a tre anni dalla scadenza dei contratti". Ne sono convinti i sindacati del settore gas-acqua Fnle e Filcea per la Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil che hanno lanciato l'allarme per la preoccupante situazione che vede i 50 mila lavoratori del settore senza contratto da 34 mesi e convocato il Comitato nazionale di negoziazione per il 16 ottobre prossimo per intraprendere una mobilitazione straordinaria ed assumere tutte le iniziative necessarie alla positiva conclusione della vicenda contrattuale.
Grave è, per i sindacati, il disagio dei lavoratori senza che si intraveda alcuna volontà della Confindustria, della Confservizi e delle associazioni si categoria di chiudere al vertenza.

Il contratto unico di settore: trattativa iniziata e poi interrotta
L'obiettivo delle organizzazioni sindacali è il contratto unico del settore per il quale era stata avviata una trattativa interrotta poi nel luglio scorso "per la pretesa delle controparti -Confindustria e Confservizi- di ridurre i nuovi minimi salariali di circa 600 mila lire mensili".
Il confronto sarebbe dovuto ripartire dai temi centrali del contratto -minimi, classificazioni, orario di lavoro, struttura del salario- dopo l'impegno assunto dalle associazioni dei datori di lavoro il 17 settembre scorso per una ripresa della trattativa senza pregiudiziali, previo un incontro da effettuare con le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.
Un impegno che i sindacati avevano valutato positivamente e che li aveva portati a "dare prova di pazienza e misura" accettando la richiesta del Ministero del lavoro di congelare temporaneamente la procedura di raffreddamento prevista dalla legge sull'esercizio del diritto di sciopero.
A distanza di 20 giorni, però, e nonostante le ampie disponibilità mostrate anche dal Ministero del lavoro ad una pronta ripresa del negoziato su basi diverse da quelle che avevano provocato la rottura di luglio, non è successo ancora nulla ed anzi le controparti hanno rinviato a data da destinarsi lo stesso incontro con le Confederazioni, inizialmente fissato da loro stessi per il 2 ottobre.

L'esasperazione dei lavoratori
La preoccupazione dei sindacati è forte: cresce fra i lavoratori il livello di esasperazione e si corre il rischio che vengano meno le condizioni per poter gestire le loro giuste proteste senza determinare disagi all'utenza. "A fronte di questa situazione -denunciano Fnle e Filcea-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil- è sempre più problematico garantire il rispetto delle limitazioni previste dalla normativa sulla regolamentazione delle forme di lotta, e dai lavoratori salgono forti pressioni per rifiutare prestazioni fuori orario a qualsiasi titolo richieste".

Una vacanza contrattuale prolungata
Una situazione grave, dunque, che deve essere rimossa anche perché la prolungata vacanza contrattuale avviene in un momento di ristrutturazione del settore. Si assiste a riassetti interni, scissioni societarie, costituzioni di società di scopo e cessioni a terzi di rami di azienda per molte delle imprese coinvolte. Un fenomeno che coinvolge soprattutto quelle del gas, che occupano circa la metà dei lavoratori del settore, a seguito della liberalizzazione del mercato del gas introdotta dal decreto legislativo 'Letta'.

La irresponsabilità delle aziende
"Tutto ciò sta avvenendo in assenza delle necessarie regole contrattuali" denunciano ancora i sindacati che valutano del tutto insostenibile l'emergenza salariale dei lavoratori del settore che percepiscono retribuzioni non più adeguate al costo della vita. Una situazione che Fnle e Filcea Cgil, Femca-Cisl e Uilcem.-Uil addebitano per intero alle aziende ed alle loro associazioni che, in questa vertenza "stanno mostrando un elevato grado di irresponsabilità".
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